La fibromialgia è una sindrome reumatica cronica non infiammatoria, caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e persistente. Alla base vi è un’alterazione nella percezione del dolore da parte del sistema nervoso centrale, che può determinare una maggiore sensibilità agli stimoli.
Il dolore, però, è solo uno degli aspetti della fibromialgia. Possono essere presenti anche stanchezza persistente, rigidità, disturbi del sonno, cefalea, difficoltà di concentrazione e memoria, la cosiddetta fibro fog, oltre a disturbi gastrointestinali e dell’umore.
Il ruolo del movimento e della riabilitazione
Quando il movimento viene associato al dolore, può nascere la paura di muoversi e la tendenza a ridurre progressivamente l’attività. Questo può però rendere il corpo ancora meno tollerante allo sforzo, alimentando un circolo vizioso.
Per questo il percorso terapeutico deve essere personalizzato e multidisciplinare. Riabilitazione, esercizio terapeutico adattato, eventuali terapie fisiche, trattamento farmacologico, educazione del paziente e supporto psicologico possono concorrere, con modalità differenti da persona a persona, alla gestione della sindrome.
L’attività fisica deve essere introdotta in maniera graduale, rispettando capacità e tempi individuali: “start low, go slow”, partire da poco e procedere lentamente, è uno dei principi utili nella gestione della fibromialgia.
Per approfondire
Come si arriva alla diagnosi?
Quali strumenti vengono utilizzati per valutare la gravità della fibromialgia?
Quali possibilità terapeutiche e riabilitative abbiamo oggi?
La Dott.ssa Silvia Pelà, Medico Fisiatra, ha approfondito questi aspetti nel corso di un appuntamento promosso dall’Associazione ATE-Ascra di Abbiategrasso, dedicata alla conoscenza, alla prevenzione e al trattamento di questa patologia.
La presentazione è disponibile per il download cliccando il pulsante di seguito.
Fisioterapista e chiropratico certificato. E’ parte dello staff del Centro di Fisiochinesiterapia Yoshitaka da 5 anni.


